Un PC che rallenta all’avvio, avvisi di sicurezza ignorati da mesi, un browser saturo di file temporanei: conosciamo tutti questo scenario. Avast e CCleaner tornano sistematicamente nelle raccomandazioni per rimediare, ma questi due software non coprono affatto gli stessi bisogni. Uno protegge dalle minacce digitali, l’altro pulisce il sistema per restituirgli fluidità. Comprendere questa distinzione evita di installare uno pensando che sostituisca l’altro.
Privacy e vulnerabilità recenti: cosa è cambiato dal 2023
Prima di confrontare le funzioni, dobbiamo parlare di ciò che la maggior parte dei confronti sorvola: gli incidenti di sicurezza che hanno colpito entrambi i software negli ultimi anni. Questi eventi pesano direttamente sulla fiducia che possiamo riporre in loro.
Per quanto riguarda Avast, la Federal Trade Commission americana ha emesso una decisione nel febbraio 2024. L’agenzia ha concluso che Avast ha ingannato i suoi utenti sulla privacy dei loro dati di navigazione. Risultato: una sanzione di 16,5 milioni di dollari e il divieto di vendere o concedere dati di navigazione a fini pubblicitari. Non è più una semplice polemica mediatica legata al caso Jumpshot, è un obbligo normativo formale.
Per quanto riguarda CCleaner, un attacco globale che sfruttava una vulnerabilità nello strumento di trasferimento MOVEit ha esposto nel 2023 i dati di una parte dei clienti a pagamento. Gen Digital, la casa madre, ha confermato l’incidente. Per coloro che desiderano saperne di più su Avast e CCleaner, questi episodi ricordano che anche gli strumenti di protezione e ottimizzazione non sono al riparo da vulnerabilità.
Questi due casi non squalificano i software, ma impongono di verificare le impostazioni di raccolta dati dopo ogni installazione. Su Avast, si disattiva la condivisione dei dati nelle impostazioni di privacy. Su CCleaner, si limitano le autorizzazioni alla pulizia del sistema.

Avast come antivirus: risultati in laboratorio e protezione quotidiana
Avast rimane un antivirus gratuito performante, e non è solo un’impressione soggettiva. Nei test AV-TEST di agosto 2026, Avast ha ottenuto il punteggio massimo in tutte e tre le categorie: protezione, prestazioni e facilità d’uso. Questo punteggio colloca la versione gratuita allo stesso livello di diverse soluzioni a pagamento.
Nella vita quotidiana, la protezione in tempo reale copre i file scaricati, gli allegati delle email e la navigazione web. Il blocco web impedisce i tentativi di phishing prima che la pagina si carichi completamente. La versione premium aggiunge un firewall configurabile e una protezione per la webcam.
Cosa non fa Avast
Avast non pulisce i file temporanei accumulati dal sistema o dai browser. Non gestisce i programmi avviati all’avvio, non corregge gli errori del registro di Windows. Avast Cleanup Premium esiste, ma è un modulo a pagamento separato, distinto dall’antivirus di base. L’antivirus protegge dalle minacce, non ottimizza le prestazioni del sistema.
CCleaner per l’ottimizzazione del sistema: pulizia mirata e gestione dell’avvio
CCleaner interviene dove si ferma Avast. Quando il PC impiega due minuti ad avviarsi o quando il disco rigido mostra un tasso di riempimento anomalo, di solito è un problema di accumulo, non di virus.
Il software mira a diverse fonti di ingombro:
- I file temporanei del sistema e dei browser, che possono rappresentare diversi gigabyte su una macchina utilizzata da un anno o due senza pulizia
- I programmi all’avvio, molti dei quali si sono aggiunti silenziosamente nel corso delle installazioni, e che allungano il tempo di avvio
- Le voci obsolete del registro di Windows, lasciate da software disinstallati, che possono provocare errori minori
La versione gratuita copre la maggior parte di queste funzioni. La versione Pro aggiunge il monitoraggio in tempo reale e l’aggiornamento automatico dei software di terze parti installati sul PC.
I limiti concreti di CCleaner
CCleaner non rileva virus, malware o ransomware. Non blocca i siti di phishing, non monitora le connessioni di rete. Utilizzare CCleaner senza antivirus equivale a pulire una casa di cui si è lasciata la porta aperta. Il sistema sarà pulito, ma non protetto.
I feedback variano sull’utilità reale della pulizia del registro: su macchine recenti con SSD, il guadagno di prestazioni è spesso impercettibile. Al contrario, su un computer vecchio con disco rigido meccanico, la pulizia dei file temporanei libera uno spazio che si traduce in una reattività misurabile.

Utilizzare Avast e CCleaner insieme: configurazione pratica
Si installano entrambi quando si desidera coprire sia la sicurezza che la manutenzione del sistema senza passare per una suite a pagamento tutto-in-uno. La combinazione funziona, a patto di rispettare alcune impostazioni.
- Installare Avast per primo, poi CCleaner. L’antivirus deve essere attivo prima di qualsiasi operazione di pulizia per evitare che un file dannoso passi tra le maglie durante l’installazione
- Disattivare le notifiche promozionali di entrambi i software nelle loro impostazioni rispettive, pena ricevere pop-up ogni ora
- Escludere la cartella di Avast nelle impostazioni di pulizia di CCleaner, per non eliminare accidentalmente file di quarantena o di firma virale
- Pianificare la pulizia di CCleaner una volta alla settimana, non quotidianamente, poiché una pulizia troppo frequente può eliminare cache utili ai browser
Avast gestisce la protezione in tempo reale, CCleaner interviene occasionalmente sulla manutenzione. I due non entrano in conflitto se ciascuno rimane nel proprio ambito. Il problema si presenta quando si attiva Avast Cleanup Premium in parallelo a CCleaner: i due strumenti di ottimizzazione possono quindi mirare agli stessi file e provocare comportamenti imprevedibili.
Per le macchine con Windows 11, il sistema integra già una pulizia del disco di base e Microsoft Defender come antivirus. La combinazione Avast più CCleaner rimane pertinente se si cerca una rilevazione virale più aggressiva di Defender e una pulizia più granulare rispetto allo strumento integrato. Su un PC recente con pochi software installati, gli strumenti nativi di Windows sono spesso sufficienti e l’aggiunta di software di terze parti diventa facoltativa.



